| PROGETTO GILANIA / RELAZIONI2007 | ||
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| RELAZIONI CONVEGNO | ||
Uomini e donne: |
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Articolo di Alessandra Patti Scritto per la rivista “MEZZOCIELO” |
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In occasione dell’anno europeo
delle Pari Opportunità parte a Bologna, ideato e organizzato dall’istituto
Heskaiher della Dott.ssa Elena Dragotto, il progetto “Gilania”,
laboratorio di genere, che vuole contribuire alla ridefinizione delle
nuove istanze dell’essere donna e uomo alla luce dei profondi cambiamenti
sociali e culturali a cui assistiamo, fornendo interpretazioni, esperienze
pratiche e riflessioni per approfondire e dare valore alle differenze
e peculiarità di ciascun sesso.
In quest’epoca postmoderna caratterizzata da un aumento della complessità, o forse da una maggiore capacità di lettura di una realtà comunque diventata per alcuni “liquida”(Z.Bauman), l’identità di genere e la relazione tra sessi non sono usciti indenni da una incertezza diffusa che ha una ricaduta negativa anche nei rapporti fra uomo e donna. Ci si scontra più che incontrarsi, si dialoga con difficoltà, si avverte una grande confusione nei ruoli, che, un tempo definiti, appaiono oggi abbastanza vaghi. Spesso la donna confonde emancipazione con emulazione dei valori maschili e per l’uomo abbracciare i valori femminili può comportare un rinnego dei propri valori maschili. Di chi è la colpa? poco importa, più utile e funzionale può essere trovare un punto di incontro, un’ equilibrio fra il retaggio della vecchia cultura patriarcale e una nuova visione proveniente dalla cultura femminista. Il progetto ha proprio questa finalità, stimolare la riflessione su tematiche di genere attraverso laboratori, seminari, convegni che si articoleranno nell’arco di un anno (aprile 2007-aprile 2008), e che hanno preso il via il 21 aprile con un Convegno, patrocinato da Ancore (Associazione Nazionale Counselor Relazionali, www.ancore.net), che si è tenuto a Bologna. Il Convegno, interessante per le tematiche affrontate (archetipi maschili e femminili, integrazione fra i generi sulle base delle peculiarità che ogni genere porta in sè, maternità e paternità, comunicazione interpersonale), e per i relatori scelti (psicologi, sessuologi, operatori olistici) ha avuto un unico neo: la quasi totale assenza di uomini. A parte i relatori, infatti, su 40 partecipanti uno soltanto
era uomo. Il convegno è stato articolato in parti espositive e
laboratori esperienziali. La mia sensazione, a conclusione delle due giornate, è che la donna non riconosca più all’uomo quelle prerogative che fino a 50 anni fa definivano chiaramente l’identità maschile. Viene fuori una visione in cui l’uomo non è più colui che ha la responsabilità di mantenere la famiglia, né gli si riconosce più quell’autorevolezza che gli consentiva di guidare, proteggere e orientare il nucleo familiare. Di contro la donna, nell’emulazione di modelli maschili dentro e fuori casa, perde o, almeno, trascura le sue peculiarità di riflessività e creatività spostandosi dall’essere al fare. Mi viene da dire, stavamo meglio quando stavamo peggio? Sicuramente no. Ma la strada che ci porterà ad una dimensione “in cui la differenza non implichi necessariamente superiorità e inferiorità, in cui sia concepibile una società diversificata ma non gerarchizzata“ (R.Eisler), è ancora lunga. Vorrei concludere con un estratto dalla “Lettera a un giovane poeta” di R.M.Rilke. “ Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile. Questo progresso trasformerà l’esperienza dell’amore, che ora è piena d’amore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione da essere umano a essere umano, non più da maschio a femmina. E questo più umano amore somiglierà a quello che noi faticosamente prepariamo, all’amore che in questo consiste, che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.” Mi sembra un buon augurio, soprattutto perchè
proviene da un uomo. |
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