LA PSICOLOGIA DEI SE' E IL VOICE DIALOGUE: Articoli
Della Dott.ssa Elena Dragotto
     

Il giudizio: come utilizzarlo

(seconda parte)

 
 
Hal Stone, Ph.D. & Sidra Stone, Ph.D
 


LAVORARE CON IL GIUDIZIO
Ritorniamo ora alle quattro leggi della Psiche di cui abbiamo parlato prima e vi mostreremo come usare la loro conoscenza – ed averne un beneficio – per questo lavoro con il giudizio.

Legge n. 1: Tutto il giudizio è basato sui nostri Sé rinnegati
Tutto quello che giudichiamo è un nostro Sé rinnegato! Tutto quello che odiamo è un Sé rinnegato! Tutto quello che ci fa uscire di senno del nostro partner è un Sé rinnegato! D’altra parte tutto quello che desideriamo ardentemente e che ammiriamo eccessivamente è anch’esso un Sé rinnegato.

“Santo Cielo!” potreste dire, “La mia matrigna è una strega. Vuoi dire che lei è un mio Sé rinnegato? Neanche a parlarne che io provi ad abbracciarlo. Tanto meno ad essere come lei: è il diavolo in persona!” Queste affermazioni potrebbero essere vere, ma la cosa non cambia. L’intensità della tua reazione negativa ci dice con assoluta chiarezza che tua madre adottiva è un tuo Sé rinnegato e che ha per te una medicina molto importante di cui hai bisogno per completare
e diventare definitivamente te stesso.

Come succede? Ad esempio, cresci in un ambiente familiare per te molto doloroso. Tuo padre si sposa nuovamente e la sua nuova moglie è l’opposto di tua madre. Tua madre era una persona passiva, amorevole e generosa e per questo molto più accessibile. Tuo padre si è separato da lei quando eri relativamente giovane e quindi entra in scena la matrigna. E lei è esattamente tutto ciò che tua madre non era: egoista, scontrosa, sessuale, furba, manipolativa e piuttosto fredda. Di conseguenza ti allontani da lei e ti identifichi con tua madre.

Siccome in molte occasioni sei ferito dal comportamento della tua matrigna annulli ogni sentimento positivo nei suoi confronti ed entri in una relazione di fedeltà totale con tua madre con la quale ti identifichi completamente.
Così diventi sempre più una persona amorevole e altruista come mai prima. Sei aperto energeticamente e giudichi tutte le persone fredde, che hanno confini molto netti e impersonali. Sarà così oppure ti innamorerai di una persona così. Decidi che non ti comporterai mai nella maniera in cui si comporta la tua matrigna. I tuoi Sé primari sono come quelli di tua madre e, forse, anche come quelli di tuo padre. E’ il tuo sistema primario (o i tuoi Sé primari) che giudicano la tua matrigna: l’Ego consapevole non giudica, sono i Sé primari a farlo.
Il primo passo sarà separarsi dal sistema dei Sé primari, vale a dire dal Sé simpatico, dal Sé amorevole, dal Sé servizievole, dal Sé aperto e dal Sé generoso. Questo non significa sbarazzarsi di questi Sé e diventare una strega malvagia, ma separarsi da loro per imparare ad utilizzarli in maniera consapevole e scegliendolo realmente.

Il secondo passo è riconoscere che la strega malvagia è una parte di te che hai seppellito, o meglio, che i tuoi Sé primari hanno seppellito. Con la tecnica del Voice Dialogue è possibile lasciar parlare i Sé in modo da esserne più consapevoli e sperimentare il loro essere assolutamente reali. Così facendo sarà possibile imparare ad usare l’energia della strega malvagia in maniera consapevole. L’ego Consapevole potrà aprire le braccia ed abbracciare da un lato le energie amorevole/generosa/Salvatore e dall’altro egoista/interessata/strega. La ricompensa è enorme. Se vivi solo nella luce ti circonderai di persone che vivono nella luce e quando le energie oscure entreranno nella tua vita ti sentirai perso. Imparando ad usare l’energia della matrigna acquisterai il potere di gestire l’oscurità.

Quindi presta attenzione ai tuoi giudizi, comincia subito, scrivi in un piccolo quaderno tutti i giudizi e sarai sorpreso di come il tuo processo di consapevolezza sarà accelerato. Ricorda che non è necessario trasformarsi nella persona che giudichi, semplicemente ti ricordiamo che il giudizio proviene dai tuoi Sé primari e che esiste un metodo che ti permette di integrare i tuoi Sé rinnegati.
Vivere costantemente nel giudizio, sia come colui che giudica sia come oggetto del giudizio, è come vivere in una gran quantità d’acqua molto sporca. Venir fuori dal mondo del giudizio significa entrare in un’acqua cristallina. Il nostro mondo ha assoluto bisogno di persone che escano da questi stagni fangosi per aiutare loro stessi e gli altri ad andare verso la chiarezza.

Molte persone “spirituali” giudicano il giudizio e cercano di evitarlo. Ma questo significa semplicemente che il loro Sé giudicante è rinnegato. Non ci si sbarazza del giudizio cercando di essere amorevoli, perché quello che in realtà accade è che si nascondono tutti i giudizi e così covano facendo molto danno nell’ombra. E’ meglio accettare il compito spirituale di abbracciare i propri giudizi ed imparare come usarli affinché siano per noi dei maestri, come realmente essi sono.

Legge n. 2: Per ogni giudizio c’è una vulnerabilità sottostante
Abbiamo visto come ogni giudizio si basa su un Sé rinnegato. In aggiunta a questo possiamo dire che per ogni giudizio c’è una vulnerabilità sottostante che normalmente è totalmente inconscia. Qualche volta si ha consapevolezza di questa vulnerabilità ma se ne ha vergogna e non la puoi condividere con nessuno. Ma cosa accade?

John è molto arrabbiato con Mary perché ogni volta che devono uscire insieme lei è in ritardo. Più lui è arrabbiato con lei più lei è in ritardo. Durante una delle loro sedute di counseling, chiediamo a John cosa sente sotto la rabbia, se gli è possibile contattare cosa sente in profondità. A quel punto dice qualcosa di sorprendente: quando Mary è in ritardo lui sente che le cose vanno fuori controllo ed a quel punto la sua reazione è di panico. La stessa cosa accade quando la casa è in disordine e rimprovera Mary perché non la tiene ordinata. Gli chiedemmo di condividere con Maria come si sentiva e così emerse una conversazione molto interessante. Descrisse la propria casa d’infanzia come molto caotica: i suoi fratelli erano dei selvaggi e la madre ne era travolta. Il padre era un alcolista che evitava di prendersi ogni tipo di responsabilità e di controllo. Tutto era sempre totalmente fuori controllo. Così John prese in mano la situazione provando a portare orine nel caos, cominciando a fare da padre ai fratelli, alla madre ed al padre. Fece di tutto affinché le cose fossero tranquille e sotto controllo.

A quel punto fu chiaro perché giudicava Maria e per lei fu molto diverso ascoltare anziché soffrire per i suoi costanti giudizi. Fu chiaro altresì per John che Mary portava i suoi Sé rinnegati che erano stati sotterrati quando era un ragazzo e che era necessario integrare.

Ancora un esempio. Julie e Marie vanno ad una festa. Julie ama flirtare e lo fa. Quando tornano a casa Marie è molto arrabbiata e la giudica, la rimprovera di essersi comportata male e di averle messe in ridicolo.

Qual è la vulnerabilità sottostante? Marie ammette alla fine di essere stata molto gelosa e che flirtare la spaventa e le fa sentire la paura di essere abbandonata. Comunicare la vulnerabilità può essere molto arricchente, avvicina le persone e rende più profonda la loro intimità! E soprattutto alla fine supera il giudizio!! La prossima sfida per Marie sarà occuparsi del suo Sé rinnegato – un’energia Afrodite molto seduttiva. Marie aveva rinnegato la sua energia seduttiva anni prima in reazione alla madre che era molto attraente, seduttiva, ed aveva avuto molte relazioni extraconiugali che avevano creato grande disagio nella famiglia.

Nella nostra relazione personale, comprendere la nostra vulnerabilità e i nostri Sé rinnegati in relazione ai nostri giudizi ha accelerato il nostro processo in maniera straordinaria. Disgraziatamente questo tipo di consapevolezza ci priva della deliziosa sensazione di “essere nel giusto” che ci accompagna piacevolmente nei giorni se rimaniamo giudicanti per un lungo periodo. Per noi danzare nel “Non sono superiore?” è danzare nella prigione del “E’ stata proprio colpa tua”.
Fondamentalmente siamo arrivati a questa conclusione: il Giudizio è terribile, prima ne veniamo fuori e meglio ci sentiamo entrambi.

Legge n. 3: Ogni Sé rinnegato si trasforma in un missile telecomandato da Dio
Scrivemmo questa frase la prima volta 15 anni fa nel nostro libro “Il Dialogo delle Voci”: era vero allora e lo è ancora adesso. L’intelligenza dell’Universo ha creato questo modo così efficace per spingerci a reclamare i nostri Sé rinnegati e relazionarci con loro. Abbiamo visto come ciascuno di noi è identificato con un gruppo di Sé primari che determina cosa pensiamo, chi siamo e definisce come la maggior parte della gente ci vede. Qualunque siano i Sé primari in cui ci sentiamo identificati, dalla parte opposta avremo i Sé rinnegati che li bilanciano.

Nelle relazioni interpersonali veniamo costantemente a contatto con i nostri Sé rinnegati, siamo sia fortemente attratti da come l’altro li incarna oppure fortemente giudicanti o entrambe le cose. La potenza della nostra reazione è in funzione del numero e della forza dei Sé rinnegati nonché dell’ intensità della vulnerabilità sottostante che è presente.

La questione è che non c’è possibilità di sfuggire ai nostri Sé rinnegati, li sposeremo o si manifesteranno attraverso uno o più dei nostri figli, pertanto o li utilizzeremo per il nostro beneficio oppure cadranno improvvisamente dal cielo e ce li troveremo costantemente fuori della porta. Vivremo nel purgatorio della nostra natura giudicante, giudicando gli altri e sentendoci soli; oppure saremo vittima del giudizio degli altri. Molto del dolore di cui soffre l’umanità è dovuto ai Sé rinnegati ed al fatto che agiscono in maniera inconsapevole nelle nostre vite. E’ molto importante adoprarsi il più possibile per scoprire quali sono i Sé in cui si è identificati e quelli che si rinnegano. Più vivete la vita abbracciando gli opposti, facendo reali scelte e mettendo confini appropriati, meno il giudizio e l’autocritica ( e la critica di chi vi sta intorno) saranno presenti. Non sottolineeremo mai abbastanza quanto, così facendo, cambierà la qualità della vostra vita e delle vostre relazioni interpersonali.
I nostri giudizi agiscono come una luce che ci guida direttamente verso la natura di ciò che abbiamo rinnegato. Pertanto ricordate le regole base: sono i Sé primari che portano il giudizio; l’Ego consapevole non giudica, benché possa discernere; e inoltre ricorda che al di sotto di ogni giudizio c’è la vostra vulnerabilità sottostante. Spesso è difficile afferrarla perché normalmente la vulnerabilità è rinnegata in questa cultura e molti di noi non sanno di cosa si tratta.

Legge n. 4 Le persone che giudichiamo sono gli insegnanti di cui abbiamo bisogno
Una volta che abbiamo riconosciuto che il giudizio proviene dai nostri Sé primari e che la persona che giudichiamo sta portando, attraverso un meccanismo di proiezione, i nostri Sé rinnegati, siamo pronti per fare un’importante scoperta: che l’oggetto del nostro odio o del nostro giudizio è l’insegnante di cui abbiamo bisogno – in quel particolare momento della nostra vita – per aiutarci ad essere più completi. Siamo sempre alla ricerca di insegnanti vestiti con una tunica bianca che ci insegnino la spiritualità, ma questo è solo un tipo di insegnamento. Per quanto concerne le relazioni, i migliori insegnanti sono già nella vostra vita, a casa e al lavoro; sono le persone che non sopportate, che giudicate e di cui parlate costantemente. Normalmente queste persone non indossano magiche vesti ma, ciò nonostante, sono loro ad avere la medicina di cui avete bisogno.

Di sicuro questa è un’idea molto scioccante che richiede un totale cambio di prospettiva. Significa che piuttosto che sentire di essere nel giusto quando giudichiamo qualcuno, guardiamo all’altra persona ed inizialmente potremmo dire: “Oddio, ma non vorrai mica dire che quel “cafone” è un insegnante per me!” Una volta che vi sarete liberati dalla nausea e dallo shock e ripresi da un possibile piccolo svenimento, sarete pronti per il passo successivo: “Mi sento talmente negativo nei confronti di quel “cafone”, che devo essere identificato con l’essere troppo ordinato e decoroso. Devo essermi sbarazzato del mio “cafone” crescendo nel mio sistema familiare”.

A questo punto stai iniziando a stabilire una connessione e ad approfondire la comprensione di ciò che è successo. Quindi dirai a te stesso: “Ora ricordo quando mia madre rimproverava mio padre per essere un “cafone”. Iniziai ad identificarmi con mia madre e non sopportavo mio padre, una persona senza maniera, molto autentico, ma senza educazione e privo di decoro. Inoltre ora posso notare come mio fratello più piccolo sia andato nell’altra direzione, identificato con mio padre, agganciato a tutti i “cafoni” del mondo”.

Finalmente inizierete ad apprezzare quanto sia per voi un grande insegnante il “cafone”. Non è necessario capire le dinamiche dell’intero processo, avete solo bisogno di iniziare a riconoscere che il “cafone” ha qualcosa per voi: la medicina di cui avete bisogno, il vostro Sé rinnegato.
Appena questa consapevolezza inizia a farsi strada, inizieranno ad accadere altre cose molto importanti: i vostri sogni cambieranno. Per molti di voi, questo diverso atteggiamento nei confronti di chi in precedenza era visto come un nemico ha impatto sul vostro inconscio e nuovi tipi di sogni inizieranno ad emergere, sogni che vi aiuteranno ad integrare questi nuovi Sé, agendo come il vostro insegnate e guida interiore.


CONCLUSIONI
Il nostro mondo è pieno di odio e di giudizio, tanto che in molte situazioni il giudizio è diventato un Sé primario e nessuno si sofferma a considerare il grande danno che stiamo facendo all’altro. Nell’arena politica si è convertito in un’ arte molto sofisticata. Ancora ricordiamo quando assistemmo ad un incontro del “Victorian State legislatur” in Australia e ai mutui attacchi da parte dei politici antagonisti che avvenivano assolutamente senza esclusione di colpi! Si guardavano l’uno con l’altro come se si volessero uccidere se ne avessero avuto l’opportunità. Abbiamo sentito come i newyorchesi giudicavano i californiani di essere troppo vaghi, liberi e cordiali; e come i californiani giudicavano i newyorchesi di essere totalmente razionali, nervosi e preoccupati di apparire sofisticati.
Tutti questi giudizi sono basati sui Sé rinnegati: tutto è intorno a noi e dentro di noi.

Portiamo con noi per decenni i nostri cari giudizi; giudichiamo nostro padre, nostra madre, i nostri genitori adottivi ed i nostri fratelli acquisiti; giudichiamo i partiti politici ed il processo politico, i candidati politici, gli attori e le attrici, senza renderci conto che viviamo in un costante giudizio. E’ da troppo tempo che conviviamo con il giudizio e la critica ed è ora di fermare questo agire senza senso ed imparare ad usare il giudizio come veicolo di consapevolezza e guarigione. E’ tempo per ognuno di noi di accettare questa sfida, di esaminare tutte le nostre relazioni e vedere dove continuiamo a rimanere bloccati nelle sabbie mobili del giudizio: i risultati di questo lavoro sono grandi e valgono lo sforzo che richiedono.

 
(leggi la prima parte)