| LA
PSICOLOGIA DEI SE' E IL VOICE DIALOGUE: Articoli Della Dott.ssa Elena Dragotto |
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Il giudizio: come utilizzarlo |
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Hal Stone, Ph.D. & Sidra Stone,
Ph.D |
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Legge n. 1: Tutto il giudizio è basato sui nostri Sé
rinnegati “Santo Cielo!” potreste dire, “La mia matrigna è
una strega. Vuoi dire che lei è un mio Sé rinnegato? Neanche
a parlarne che io provi ad abbracciarlo. Tanto meno ad essere come lei:
è il diavolo in persona!” Queste affermazioni potrebbero
essere vere, ma la cosa non cambia. L’intensità della tua
reazione negativa ci dice con assoluta chiarezza che tua madre adottiva
è un tuo Sé rinnegato e che ha per te una medicina molto
importante di cui hai bisogno per completare Come succede? Ad esempio, cresci in un ambiente familiare per te molto doloroso. Tuo padre si sposa nuovamente e la sua nuova moglie è l’opposto di tua madre. Tua madre era una persona passiva, amorevole e generosa e per questo molto più accessibile. Tuo padre si è separato da lei quando eri relativamente giovane e quindi entra in scena la matrigna. E lei è esattamente tutto ciò che tua madre non era: egoista, scontrosa, sessuale, furba, manipolativa e piuttosto fredda. Di conseguenza ti allontani da lei e ti identifichi con tua madre. Siccome in molte occasioni sei ferito dal comportamento della tua matrigna
annulli ogni sentimento positivo nei suoi confronti ed entri in una
relazione di fedeltà totale con tua madre con la quale ti identifichi
completamente. Il secondo passo è riconoscere che la strega malvagia è una parte di te che hai seppellito, o meglio, che i tuoi Sé primari hanno seppellito. Con la tecnica del Voice Dialogue è possibile lasciar parlare i Sé in modo da esserne più consapevoli e sperimentare il loro essere assolutamente reali. Così facendo sarà possibile imparare ad usare l’energia della strega malvagia in maniera consapevole. L’ego Consapevole potrà aprire le braccia ed abbracciare da un lato le energie amorevole/generosa/Salvatore e dall’altro egoista/interessata/strega. La ricompensa è enorme. Se vivi solo nella luce ti circonderai di persone che vivono nella luce e quando le energie oscure entreranno nella tua vita ti sentirai perso. Imparando ad usare l’energia della matrigna acquisterai il potere di gestire l’oscurità. Quindi presta attenzione ai tuoi giudizi, comincia subito, scrivi in
un piccolo quaderno tutti i giudizi e sarai sorpreso di come il tuo
processo di consapevolezza sarà accelerato. Ricorda che non è
necessario trasformarsi nella persona che giudichi, semplicemente ti
ricordiamo che il giudizio proviene dai tuoi Sé primari e che
esiste un metodo che ti permette di integrare i tuoi Sé rinnegati. Molte persone “spirituali” giudicano il giudizio e cercano
di evitarlo. Ma questo significa semplicemente che il loro Sé
giudicante è rinnegato. Non ci si sbarazza del giudizio cercando
di essere amorevoli, perché quello che in realtà accade
è che si nascondono tutti i giudizi e così covano facendo
molto danno nell’ombra. E’ meglio accettare il compito spirituale
di abbracciare i propri giudizi ed imparare come usarli affinché
siano per noi dei maestri, come realmente essi sono. John è molto arrabbiato con Mary perché ogni volta che devono uscire insieme lei è in ritardo. Più lui è arrabbiato con lei più lei è in ritardo. Durante una delle loro sedute di counseling, chiediamo a John cosa sente sotto la rabbia, se gli è possibile contattare cosa sente in profondità. A quel punto dice qualcosa di sorprendente: quando Mary è in ritardo lui sente che le cose vanno fuori controllo ed a quel punto la sua reazione è di panico. La stessa cosa accade quando la casa è in disordine e rimprovera Mary perché non la tiene ordinata. Gli chiedemmo di condividere con Maria come si sentiva e così emerse una conversazione molto interessante. Descrisse la propria casa d’infanzia come molto caotica: i suoi fratelli erano dei selvaggi e la madre ne era travolta. Il padre era un alcolista che evitava di prendersi ogni tipo di responsabilità e di controllo. Tutto era sempre totalmente fuori controllo. Così John prese in mano la situazione provando a portare orine nel caos, cominciando a fare da padre ai fratelli, alla madre ed al padre. Fece di tutto affinché le cose fossero tranquille e sotto controllo. A quel punto fu chiaro perché giudicava Maria e per lei fu molto diverso ascoltare anziché soffrire per i suoi costanti giudizi. Fu chiaro altresì per John che Mary portava i suoi Sé rinnegati che erano stati sotterrati quando era un ragazzo e che era necessario integrare. Ancora un esempio. Julie e Marie vanno ad una festa. Julie ama flirtare e lo fa. Quando tornano a casa Marie è molto arrabbiata e la giudica, la rimprovera di essersi comportata male e di averle messe in ridicolo. Qual è la vulnerabilità sottostante? Marie ammette alla fine di essere stata molto gelosa e che flirtare la spaventa e le fa sentire la paura di essere abbandonata. Comunicare la vulnerabilità può essere molto arricchente, avvicina le persone e rende più profonda la loro intimità! E soprattutto alla fine supera il giudizio!! La prossima sfida per Marie sarà occuparsi del suo Sé rinnegato – un’energia Afrodite molto seduttiva. Marie aveva rinnegato la sua energia seduttiva anni prima in reazione alla madre che era molto attraente, seduttiva, ed aveva avuto molte relazioni extraconiugali che avevano creato grande disagio nella famiglia. Nella nostra relazione personale, comprendere la nostra vulnerabilità
e i nostri Sé rinnegati in relazione ai nostri giudizi ha accelerato
il nostro processo in maniera straordinaria. Disgraziatamente questo
tipo di consapevolezza ci priva della deliziosa sensazione di “essere
nel giusto” che ci accompagna piacevolmente nei giorni se rimaniamo
giudicanti per un lungo periodo. Per noi danzare nel “Non sono
superiore?” è danzare nella prigione del “E’
stata proprio colpa tua”. Nelle relazioni interpersonali veniamo costantemente a contatto con i nostri Sé rinnegati, siamo sia fortemente attratti da come l’altro li incarna oppure fortemente giudicanti o entrambe le cose. La potenza della nostra reazione è in funzione del numero e della forza dei Sé rinnegati nonché dell’ intensità della vulnerabilità sottostante che è presente. La questione è che non c’è possibilità di
sfuggire ai nostri Sé rinnegati, li sposeremo o si manifesteranno
attraverso uno o più dei nostri figli, pertanto o li utilizzeremo
per il nostro beneficio oppure cadranno improvvisamente dal cielo e
ce li troveremo costantemente fuori della porta. Vivremo nel purgatorio
della nostra natura giudicante, giudicando gli altri e sentendoci soli;
oppure saremo vittima del giudizio degli altri. Molto del dolore di
cui soffre l’umanità è dovuto ai Sé rinnegati
ed al fatto che agiscono in maniera inconsapevole nelle nostre vite.
E’ molto importante adoprarsi il più possibile per scoprire
quali sono i Sé in cui si è identificati e quelli che
si rinnegano. Più vivete la vita abbracciando gli opposti, facendo
reali scelte e mettendo confini appropriati, meno il giudizio e l’autocritica
( e la critica di chi vi sta intorno) saranno presenti. Non sottolineeremo
mai abbastanza quanto, così facendo, cambierà la qualità
della vostra vita e delle vostre relazioni interpersonali. Di sicuro questa è un’idea molto scioccante che richiede un totale cambio di prospettiva. Significa che piuttosto che sentire di essere nel giusto quando giudichiamo qualcuno, guardiamo all’altra persona ed inizialmente potremmo dire: “Oddio, ma non vorrai mica dire che quel “cafone” è un insegnante per me!” Una volta che vi sarete liberati dalla nausea e dallo shock e ripresi da un possibile piccolo svenimento, sarete pronti per il passo successivo: “Mi sento talmente negativo nei confronti di quel “cafone”, che devo essere identificato con l’essere troppo ordinato e decoroso. Devo essermi sbarazzato del mio “cafone” crescendo nel mio sistema familiare”. A questo punto stai iniziando a stabilire una connessione e ad approfondire la comprensione di ciò che è successo. Quindi dirai a te stesso: “Ora ricordo quando mia madre rimproverava mio padre per essere un “cafone”. Iniziai ad identificarmi con mia madre e non sopportavo mio padre, una persona senza maniera, molto autentico, ma senza educazione e privo di decoro. Inoltre ora posso notare come mio fratello più piccolo sia andato nell’altra direzione, identificato con mio padre, agganciato a tutti i “cafoni” del mondo”. Finalmente inizierete ad apprezzare quanto sia per voi un grande insegnante
il “cafone”. Non è necessario capire le dinamiche
dell’intero processo, avete solo bisogno di iniziare a riconoscere
che il “cafone” ha qualcosa per voi: la medicina di cui
avete bisogno, il vostro Sé rinnegato.
Portiamo con noi per decenni i nostri cari giudizi; giudichiamo nostro padre, nostra madre, i nostri genitori adottivi ed i nostri fratelli acquisiti; giudichiamo i partiti politici ed il processo politico, i candidati politici, gli attori e le attrici, senza renderci conto che viviamo in un costante giudizio. E’ da troppo tempo che conviviamo con il giudizio e la critica ed è ora di fermare questo agire senza senso ed imparare ad usare il giudizio come veicolo di consapevolezza e guarigione. E’ tempo per ognuno di noi di accettare questa sfida, di esaminare tutte le nostre relazioni e vedere dove continuiamo a rimanere bloccati nelle sabbie mobili del giudizio: i risultati di questo lavoro sono grandi e valgono lo sforzo che richiedono. |
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