La Psicologia dei Sé che nasce negli Stati
Uniti negli anni ’70 ed i cui ideatori sono Hal Stone, Ph.D. e
Sidra Stone, Ph.D., si fonda sul riscontro che “ l’ “io”
non è una realtà monolitica, ma è costituito da
una molteplicità di aspetti (o Sé interiori) che possono
confluire in modo più o meno armonico per operare nel mondo e
sviluppare la personalità. Il Voice Dialogue
è una tecnica particolarmente sofisticata di “intervista
ai Sé” che appartiene in modo specifico a questo modello
e che mira a sviluppare e radicare un “Ego consapevole”
che, a differenza dell’ego operativo, non è identificato
con alcuni Sé ma può scegliere di volta in volta quali
aspetti attivare nelle diverse situazioni” .(Franca Errani –
Dispense Scuola di Counseling).
Il presupposto intorno a cui la Psicologia dei sé si
sviluppa è il seguente:
Quando nasciamo siamo esseri completamente vulnerabili e bisognosi,
la nostra sopravvivenza dipende totalmente dalle cure dei nostri genitori
o di chi si prende cura di noi. Inoltre, alla nascita, abbiamo a nostra
completa disposizione tutto il bagaglio di comportamenti che possiamo
mettere in atto durante la nostra vita: non ci sono limiti, il bagaglio
di ogni essere umano corrisponde a tutti i comportamenti che possiamo
vedere nel mondo, da quelli più edificanti a quelli più
aberranti, ognuno di noi li possiede.
Ma cosa accade nei primi anni della nostra vita?
Di questo immenso bagaglio iniziamo a fare una cernita e la scelta avviene
in base ai risultati che certi comportamenti che mettiamo in atto conseguono.
Se nasco in una famiglia dove il valore della responsabilità
è molto forte e sostenuto, ecco che inizierò a preferire
anche per me comportamenti e modi di agire che mettano in primo piano
questa qualità, perché questo verrà riconosciuto
, approvato ed apprezzato da chi si prende cura di me ed io sarò
amato.
Con il tempo mi accorgo con sempre maggiore chiarezza ed, ahimè,
anche attraverso rimproveri che mi feriscono, che il comportamento opposto,
l’irresponsabilità, non è ugualmente apprezzato,
ma anzi, alcune volte addirittura punito.
E così, a seguito di questa constatazione, inizierò sempre
di più ad agire come bambino responsabile, “un vero
ometto”, o “una vera donnina”, ed a
non agire più l’irresponsabilità, causa di dolore,
disagio e rimproveri.
Come si traduce questo naturale meccanismo nei termini della
Psicologia dei Sé?
La parte responsabile diventerà primaria nella mia vita e mi
porterà ad agire sempre nello stesso modo in qualsiasi situazione.
Insieme alle altre parti che nel tempo prenderanno il sopravvento sui
loro opposti, sono definite energie primarie o sé
primari e sono loro che delineano la mia personalità.
Nel momento in cui scelgo un Sé, anche se questo avviene del
tutto inconsapevolmente, automaticamente spingo l’opposto nell’inconscio
ed il termine che lo identifica è: Energia rinnegata
o Sé rinnegato. Questa è la dinamica,
secondo la Psicologia dei Sé, attraverso la quale la nostra personalità
si forma. Quindi ciò che ci fa agire nel mondo sono i nostri
Sé primari, ma, identificati in loro, l’agire sarà
sempre in automatico, mai uno scegliere realmente. Questo perché
non possiamo fare altro che comportarci in quel modo. E così,
quell’immenso bagaglio e quella ricchezza di cui siamo portatori,
presto si riduce a pochi e ripetitivi comportamenti che non ci permettono
la libertà di vivere. L’intento dei nostri Sé primari,
che è la nostra famiglia interiore, è quello, anche in
età adulta, di proteggere le nostre parti vulnerabili, quel bambino
che una volta fu tale nella realtà ed ora continua ad esistere
nella nostra realtà interiore.
Quel bambino vulnerabile, che ora da adulti abita in noi, ha bisogno
di amore e di riconoscimento ed ha fatto l’esperienza che comportandosi
in un certo modo ciò di cui aveva ed ha bisogno lo ha ricevuto:
l’amore dei genitori; ed ora i sé primari ritengono di
dover continuare a farci agire nello stesso modo per ottenere lo stesso
risultato: l’amore e la stima degli altri:
Ma cosa accade ai Sé rinnegati?
Certo, non scompaiono né muoiono, ma anzi si fanno sentire ogni
tanto o attraverso i sogni, oppure in certe situazioni in cui ci sorprendiamo
in comportamenti nei quali non ci riconosciamo, oppure diventano i nostri
partners, o colleghi di lavoro, o i nostri figli. Questo perché
comunque esiste un’istanza sovrapersonale, dell’inconscio,
che vuole per noi l’equilibrio. Vale a dire che se io rinnego
una parte di me vivo costantemente nello squilibrio e quindi, in qualche
modo, l’esistenza creerà per me occasioni attraverso le
quali poter ritrovare l’equilibrio.
I Voice Dialogue è uno strumento ideale e potente per assecondare
questa naturale tendenza dell’esistenza.
Come facilitare la ricerca dell’equilibrio?
Quando viviamo la nostra vita solamente attraverso alcune parti di noi,
i Sé primari, è come se un’orchestra , composta
solamente dagli archi, suonasse una sinfonia di Beethoven o di Mozart:
certo, alle nostre orecchie, risulterebbe assai ripetitiva e priva di
molte sfumature. Senza i fiati, i legni, le percussioni e anche il triangolo,
relegati dietro le quinte, si perderebbe molto della bellezza di quella
composizione. Ma non è possibile convincere gli archi che è
necessario avere anche gli altri strumenti, per loro sembra essere inutile,
impensabile ed anche pericoloso. Solo il direttore d’orchestra
conosce la necessità e la bellezza di un organico completo in
cui tutti gli strumenti possano suonare la loro melodia e la loro partitura.
Per la Psicologia dei Sé il direttore d’orchestra ha un
nome: Ego consapevole.
Ho usato questa metafora per poter dare un’immagine comprensibile
dell’ego consapevole, perché è più facile
dire di lui ciò che non è piuttosto che ciò che
è.
Solo l’ego consapevole ci permette di fare scelte consapevoli
nella nostra vita, perché da questo spazio interiore e centrale,
rispetto alla polarità dei sé, è possibile dare
“voce” a tutti i nostri sé e anziché costringerci
in una vita guidata dai doveri, possiamo aprirci ad una vita che fluisce,
permettendoci di affrontare ogni situazione così come necessita
in quel dato momento.
In conclusione.
Questo è l’obiettivo della Psicologia dei Sé, il
radicamento, attraverso un lavoro personale che si sviluppa con le sessioni
individuali di Voice Dialogue e nei gruppi esperenziali, di un processo
continuo che porta ad un sempre più ampio sviluppo dell’Ego
consapevole. Questo permetterà nel tempo di abbracciare tutti
i nostri Sé interiori fluendo nella nostra vita e appagandoci
delle nostre scelte. Seguendo questo processo non ci sveglieremo un
giorno “trasformati” in ego consapevole, ma, attraverso
questo spazio interiore, permetteremo a noi stessi di stupirci ed appassionarci
alla nostra vita ed alla sua ricchezza, come accade in un viaggio in
luoghi sconosciuti o nel viaggio musicale di una sinfonia, dove ogni
strumento porta il suo contributo ed il suo particolare modo di interpretare
il suono. Per concludere: impareremo a danzare la nostra vita accompagnati
dalla nostra personale ed unica sinfonia.