Il termine “gilania” è stato coniato
da Riane Eisler nel suo libro “Il calice e la spada”
intendendo coordinare, attraverso il fonema “l” iniziale
del termine inglese linking, i prefissi generalmente utilizzati per
indicare il femminile: “gi” dall’etimologia
greca “gynè”; e il maschile: “an”
dall’etimologia greca “aner”.
Il termine è profondamente esplicativo di ciò che il progetto
si propone: offrire diversi percorsi, “ al femminile” e
“al maschile”, che hanno l’obiettivo di approfondire
e dare valore alle differenze e peculiarità di ciascun sesso
e nello stesso tempo affrontare le tematiche che riguardano le relazioni
tra i due sessi sia interpersonali che affettive.
Il progetto vuole contribuire alle nuove istanze dell’essere donna
e uomo, alla luce dei profondi cambiamenti culturali e sociali, ed alla
maggiore complessità dei rapporti tra uomini e donne, fornendo
chiavi di lettura, esperienze pratiche e riflessioni. L’intento
è quello di partecipare all’ evoluzione ed alla costruzione
di una società non più basata sul “rapporto
fra due polarità come contrapposizione, lotta, gioco a somma
zero, con conseguenti vittorie e sconfitte, dominazioni e subordinazioni”*,
ma una società “in cui la differenza non implichi necessariamente
superiorità e inferiorità, in cui sia concepibile una
società diversificata, ma non gerarchizzata. Il riconoscimento
ed il rispetto dell’autonomia, della differenza e dell’uguaglianza
di status fra i due sessi sono, nell’universo di “gilania”,
precondizioni per la loro stessa evoluzione: una polarità si
trasforma e si arricchisce proprio grazie alle connessioni e alle comunicazioni
che intercorrono con l’altra polarità”*.